Sei ettari di mille metri quadri: il verde intorno a Castel Volturno

Un impianto di calcestruzzo è, per definizione, un’area di lavorazione di inerti. Polvere, mezzi pesanti, silos. La domanda che ci siamo posti nel 2024 è semplice: di tutto il perimetro che gestiamo a Castel Volturno, quanto può non essere produttivo e diventare invece restitutivo? La risposta è 6.000 mq.

Sei mila metri quadri di spazi verdi non sono un giardino aziendale: sono una scelta di mitigazione. Il verde perimetrale agisce da barriera contro la dispersione delle polveri sottili tipiche dell’industria del cemento, abbatte il rumore generato dagli impianti, e contribuisce alla regimazione delle acque meteoriche evitando ruscellamento incontrollato. È infrastruttura ambientale travestita da prato.

La selezione delle essenze è stata fatta privilegiando specie autoctone della macchia mediterranea — basso fabbisogno idrico, radici stabilizzanti, manutenzione contenuta. Niente piante esotiche da innaffiare quotidianamente: sarebbe stata una contraddizione.

Per la zona, l’effetto è doppio. Da un lato un impianto industriale che si integra visivamente con il territorio invece di imporvisi. Dall’altro un patrimonio verde mantenuto a spese dell’azienda, in un’area dove ogni metro quadro sottratto al consumo di suolo conta. Castel Volturno è la prima delle nostre sedi a essere stata ripensata in questa direzione: Pastorano seguirà nel 2026.

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