74 tonnellate di cemento in meno: meno polvere, stessa forza

Il cemento Portland è, in massa, il singolo ingrediente più impattante del calcestruzzo: ogni tonnellata prodotta libera circa 800 kg di CO₂ in atmosfera. Ridurre il cemento non è cosmesi ambientale, è la leva principale per abbattere l’impronta climatica del prodotto finale.

Nel 2026 abbiamo avviato uno studio strutturato sulla riduzione del dosaggio di cemento in polvere, supportato da una nuova generazione di additivi superfluidificanti e accelleranti. L’obiettivo: mantenere — e in alcuni casi migliorare — le prestazioni meccaniche delle nostre miscele, riducendo la quantità di legante per metro cubo.

I primi risultati sono concreti: 74 tonnellate di cemento risparmiate in fase di studio, su un campione di produzioni controllate. Tradotto in CO₂ evitata, sono circa 60 tonnellate di emissioni in meno — l’equivalente di togliere dalla strada circa 13 automobili per un anno.

Il lavoro non è banale. Ogni miscela va riformulata, testata in laboratorio per resistenza a compressione, flessione, durabilità, e poi riprovata in cantiere su getti reali, perché le condizioni operative cambiano tutto. Stiamo procedendo per classi di resistenza, dalle più basse alle più impegnative, perché ogni classe ha una propria curva di sostituibilità.

Lo studio prosegue nel 2027 e nel 2028. L’obiettivo a medio termine è portare la riduzione media sui prodotti di catalogo a doppia cifra percentuale, senza alcuna concessione sulle prestazioni dichiarate.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *