Nel 2026 a Pastorano abbiamo raddoppiato la capacità di riciclo delle acque di processo. Più volume, stessa qualità di trattamento, meno acqua di rete prelevata. Ma il dato che racconta meglio l’intervento è un altro, ed è meno ovvio: 78.000 litri di gasolio risparmiati in un anno.
Come si lega l’acqua al gasolio? Lega attraverso la logistica. Quando l’acqua di processo non viene riciclata, gli scarti — fanghi residui, acque torbide, materiali di lavaggio — escono dall’impianto sui camion. Si tratta di centinaia di viaggi all’anno, ciascuno con il suo consumo di carburante. Chiudendo il ciclo internamente, quei viaggi si annullano. I fanghi vengono trattati in sito, l’acqua chiarificata rientra in produzione, gli inerti separati vanno direttamente nella linea CAM.
L’intervento ha richiesto un raddoppio delle vasche di decantazione, l’installazione di un secondo stadio di chiarificazione, e una revisione del layout impiantistico per integrare il sistema con la linea di produzione esistente. Considerando anche l’acqua non prelevata e i costi di smaltimento non sostenuti, è significativamente più rapido.
È un esempio di come la sostenibilità industriale funzioni quando viene misurata sul sistema completo, e non sul singolo indicatore: tagliando l’acqua di scarto, abbiamo tagliato anche le emissioni della flotta che la trasportava.


